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Gruppo Sportivo Tebaldi
 

Passo Borcola? where it is?

Borcola, 10-05-2008

Gennaio 2008, fuori fa freddo! La serata è buia, ma non tempestosa.
Alla spicciolata i consiglieri, arrivano all’appuntamento, sul tavolo della taverna del Doc. gustosi dolci attendono sereni la loro fine, sarà una serata importante, si dovranno decidere i percorsi delle uscite sociali.
La riunione prosegue a fatica, le proposte sul tavolo sono interessanti, ma le leccornie forse un po’ di più, quando ad un certo punto, accompagnando la proposta con numerosa documentazione fotocartacea, con uno spunto degno del miglior oratore, l’Unico Luciano propone al gruppo il Passo Borcola…….!!!!!!!!! Silenzio………..sguardi attoniti si scrutano tra loro, …… N’do elo?
- Semplice! Ho qui le carte, non è lungo…… e non è difficile…va bene come prima uscita, siamo poco allenati ed è per tutti, non si può sbagliare!!!!!!!
Quattro mesi dopo, in una splendida mattina di metà maggio, un numeroso gruppo di ciclisti del glorioso sodalizio sportivo “Tebaldi”, in quel di S. Lucia di Ala, si avviava infreddolito e curioso verso l’ascesa al Passo Borcola, rientro previsto da Passo Sommo, che sarà mai! Dopo il Borcola! Giretto tranquillo!
La Valdadige sonnacchiosa, assiste al calmo viaggiare delle nostre biciclette, in pochi minuti, raggiunto il centro di Rovereto, da Piazza Rosmini, c’inerpichiamo sui primi tornanti della salita che porta al passo, costeggiando le prime propaggini della valle sulla sinistra orografica del torrente Leno di Terranolo che congiungendosi con il Leno della Vallarsa si getta poi in Adige.  
La salita prosegue dolce, attraversando i paesi e le frazioni della valle.
Nel primo tratto l’ombra è poca, ma la temperatura fresca e primaverile aiuta a non sentire la fatica, un frizzante venticello ci asciuga le prime gocce di sudore.
Il Presidente, con supremo sprezzo del pericolo, durante la settimana ha effettuato una ricognizione tattica e rassicura il gruppo sulle caratteristiche dell’ascesa.
Tutto procede secondo le previsioni, il gruppo si sfalda ed ognuno sale con il suo passo, almeno fino al centro di Terranolo….. !!!!
Cartello, svolta a destra! Direzione passo Borcola, giusto! Di qua!

Sono passati da molto? 

No! Tira innanz!  Che adess la spiana……!!!

Il tono scherzoso non preannuncia niente di buono, ed, infatti, dopo un breve tratto di mangia e bevi, ecco apparire le prime rampe impegnative.
L’assenza totale di traffico ed il paesaggio incontaminato, rendono ad ogni modo piacevole, anche se faticosa, la salita.
I profumi del bosco invadono l’aria, il silenzio è quasi totale, sole foglie degli alberi, mosse dal vento fanno da colonna sonora allo sforzo……,ma in testa risuonano le note di “Pippi Calzelunghe” .. sarà la fatica? No, è l’impianto stereo della bici del presidente……che soggetto!
Pedalata dopo pedalata, arriviamo in vista della chiesetta degli Alpini che preannuncia il passo.
Che sete e che fame! Sono già quattro ore che sono sveglio e qualcosa sotto i denti la metterei volentieri.
I compagni di squadra vedendoci arrivare iniziano far festa….strano, siamo gli ultimi, che gentili, c’incitano nonostante tutto, che bello spirito!
Invece? Clamoroso, ma in linea con le passate uscite sociali, il motivo di tanta ilarità è dovuto al fatto che alcuni hanno sbagliato strada e tra di loro, meraviglia delle meraviglie, il promoter del percorso di giornata, l’inconfondibile, ma che dico, l’insuperabile, anzi che no, l’Unico Luciano!!!!
Per loro il detto, testa bassa e pedalare ha riscontri oggettivi, fortuna che sono tutti in buona forma fisica e che nel giro di 15 minuti riescono a raggiungere il passo, sommersi dagli sfottò dei compagni.
Ecco spuntare “en danseuse” in direzione opposta salendo dal versante più ostico del passo, una maglia Tebaldi.

Chi è?

Da dove arriva?

E’ uno dei nostri che è stanco di aspettare!

Noooo!

PA’!

Sì, in effetti, è proprio Pà!

Carramba che sorpresa!

Da dove rivito? (misto italico-veneto)

Da Colognola! 

Risponde con una semplicità impressionante.
Fresco come una rosa, neanche una goccia di sudore….

Adesso dove vai?

Torno a Colognola!

Sempre con la stessa impressionante semplicità.
Noi provati, lui no!

Dove hai messo la macchina?

A Colognola!

Confesso che un po’mi girano i marroni, ma come? Noi affaticati e lui no!
Noi con i furgoni con l’assistenza e viveri per un paese di terremotati e lui no!
Cambiamo sport?

Il più è fatto……. Ristoro sul passo, foto di rito scattata dal fido DONEGAAAAA! Discesa verso Arsiero, lunga.  Strano!
Fondo Valle, Valdastico?!
Quanto manca al passo? Si va di qua?
Si! Altri 40 km…….
Prego?
Certo, hanno ragione, per andare a Passo Sommo dobbiamo percorrere tutta la Valdastico fino a Lastebasse e da lì iniziare l’ascesa.
La salita che porta al Passo si rivela da subito impegnativa, soprattutto dopo aver percorso già una cinquantina di chilometri, molti dei quali, circa 17 in fondovalle e controvento.
La stanchezza ed il caldo si fanno sentire, i crampi mordono i muscoli, il gruppo si sfalda, si procede a coppie, oppure in solitudine, si stringono i denti e si procede, la velocità nei tratti impegnativi cala, si aspetta con pazienza i tratti più pedalabili.
Tornanti, prati, vento, qualche nuvola inzia a fare capolino tra le vette. La temperatura si abbassa. Stai a vedere che prendiamo acqua!
Tredici chilometri da fare in salita sono molti, quando si è stanchi e in tanti soffrono, ma tutti arrivano sul Sommo, dove siamo già stati nel luglio di due anni fa.
Il tempo di bere un caffè e mangiare qualcosa e di corsa in picchiata verso Calliano, per evitare di rimanere sotto il temporale che si staglia all’orizzonte.
Prendiamo lo stesso qualche goccia, abbastanza da consigliare una discesa accorta e prudente.
Il Finnico mi sta in ruota,

Bravo fai bene! Devi aver capito che oggi ti è andata ricca giù dal Borcola. Hai preso un rischio troppo elevato, sei stato fortunato.

Valdadige, vento contrario forte, procediamo compatti verso il traguardo di S.Lucia.
In prossimità di Mori, Toffali S. dichiara che deve espletare le sue funzioni e allunga, Nicola ed il Finnico in trance agonistica partono all’inseguimento ed ignari della squalifica che pende sopra di loro, proseguono imperterriti la fuga, fuori classifica…
Intanto nel gruppo iniziano le scaramucce per la “rumba” di fine gita.
Le “rasoiate” di VP si sentono, ma non rompono il plotone.
Ci prova L’unico, ma non ottiene risultato.
Ai meno due, riparte VP, guadagna 30 metri, ma non fa il vuoto.
Il ritmo è alto, mi trovo chiuso, quando con la coda dell’occhio vedo scattare un ciclista all’esterno, tento di prendere velocità, ma davanti a me rallentano…attimo di panico! Scarto a sinistra per non tamponare, ma così facendo mi tocco con Enrico, il quale per fortuna, riesce con molta abilità a rimanere in sella. Ho commesso una leggerezza che mi è costata la depilazione del polpaccio sinistro contro la ruota anteriore d’Enrico, vi assicuro che brucia!
Torniamo alla volata, gli scatti si susseguono, ma l’epilogo sulla carta è scontato, e come da previsioni Enrico sfrutta la sua potenza e trionfa sul traguardo, seguito da Luciano e da VP, ordine ufficioso nell’attesa delle riprese televisive di teledonega.
Il computer indica 130 chilometri. Non male come giro facile per tutti.
Il maltempo incombe, è tardi, carichiamo i furgoni, un panino al volo e via a casa.
Sul furgone, Luciano mi guarda e dice:

    Però! Eravamo in forma, quando abbiamo deciso il percorso di oggi!

    Certo! È meglio andare a fare la spesa a stomaco pieno!

 

Luca Ferrarini